| WEB |
Web Permformance:cultura digitale a tutti i livelli,Banda Larga e
congelati 800 milionidi euro per nuove infrastrutture
Confindustria: continueremo a sostenere la priorità di questo intervento. Agcom: Corrado Calabrò, “purtroppo lo prevedevo” ROMA - Il governo fa dietrofront sullo stanziamento di 800 milioni di euro destinati all’incremento della banda larga in Italia. Lo annuncia candidamente il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi: “i soldi non li abbiamo né dirottati, né sciupati.
Ci siamo presi un momento di riflessione e di analisi in funzione della diversa scala di priorità che poteva nascere dalla crisi”. Stranamente le linee veloci adsl, nonostante l’appellativo suggerisca rapidità, non sembrano far parte dell’exit strategy di Berlusconi. In ballo non c’è soltanto un divertente gioco di parole ma un segmento di mercato che da solo, secondo una stima di Confindustria, avrebbe stimolato di 2 punti percentuali il Pil Italiano. La pubblicità on-line cresce del 10,5%, a scapito della tv che lascia sul terreno il 10,2%, della radio che perde il 9,4%, della stampa che fa segnare un -21,5% e delle affissioni in calo del 13,9%. Il presidente Iab (Interactive Advertising Bureau) Italia Layla Pavone sottolinea la cecità “degli investimenti tecnologici in Italia, in netta controtendenza rispetto ad altri paesi europei”.
Aziende, analisti e addetti ai lavori hanno confermato che lo sviluppo della banda larga, unitamente alla diffusione di una cultura digitale a tutti i livelli, è parte integrante del processo di ripresa economia e uno strumento fondamentale per uscire dalla crisi. Internet, infatti, offre loro la possibilità di ampliare i mercati di riferimento, fare pubblicità a prezzi contenuti e raggiungere target sempre più ampi e adeguati. “Garantire l'accesso alla banda larga è uno dei passaggi più importanti che possono trainare l'Italia fuori dal ritardo tecnologico ed economico che ci affligge”, si legge nella nota a chiusura dell’incontro Iab di Milano. Il digital divide, ovvero il divario esistente tra chi può accedere alle nuove tecnologie e chi no, penalizza 7,5 milioni di cittadini, pari al 12% della popolazione e la banda larga mobile presenta ad oggi una limitata complementarietà con la rete fissa, coprendo solo l’1% della popolazione non raggiunta dalla rete fissa. Per Confindustria “il ritardo nell'assegnazione dei fondi per il piano Romani arreca un grave danno al Paese.
Il Piano anti digital divide era strategico per l'inclusione sociale dei cittadini, per l'efficienza della Pubblica Amministrazione, ma soprattutto per la competitività delle piccole e medie imprese. In due anni potevano essere investiti 1,5 miliardi di euro in infrastrutture per ridurre il digital divide, che avrebbero riattivato la filiera dell'Ict e gli investimenti in innovazione digitale delle imprese, sapendo che ogni euro investito nella banda larga ne avrebbe prodotti almeno due di aumento per l’attività economica. Come Confindustria - precisa il delegato per le Comunicazioni e Sviluppo Banda Larga, nonché presidente di Telecom Italia Gabriele Galateri - continueremo a sostenere la priorità di questo intervento, verso lo Stato e verso le Regioni, anche per l'importante impatto anticiclico che esso può avere nel breve periodo”. |


















