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Bilancio e controllo di gestione: Come fare lo Stato Patrimoniale

Scritto da Emiliano Pintus   


 

stato patrimoniale del business plan

Fonte: www.businessplanvincente.com

Fare uno Stato Patrimoniale è una  attività fondamentale per scrivere un business plan convincente.


Ma partiamo dall’inizio: per poter realizzare il processo produttivo, ogni azienda deve dotarsi di una struttura produttiva. Per ottenerla l”impresa deve fare degli investimenti in:


  • terreni
  • fabbricati
  • macchinari
  • attrezzature
  • impianti
  • mobili e arredi
  • macchine d’ufficio
  • automezzi
  • scorte di materie prime
  • scorte di prodotti finiti
  • scorte di semilavorati
  • scorte di merci
  • crediti concessi ai clienti
  • disponibilità su conto corrente
  • cassa

Tutti i valori di questi investimenti, al 31 dicembre di ogni anno,  vengono inseriti  nella sezione  delle attività  dello  Stato Patrimoniale. Quindi le cosiddette attività dello Stato Patrimoniale  non sono altro che gli investimenti fatti dall’imprenditore, e rappresentano le modalità in cui  vengono utilizzati i capitali di cui l’azienda dispone.

Per poter far fronte agli investimenti, l’azienda quindi deve disporre di capitali ,che si procura attingendo alle varie fonti di finanziamento. Alcune di queste fonti di finanziamento sono:


  1. conferimento dei soci
  2. riserve
  3. utili non distribuiti
  4. obbligazioni
  5. mutui
  6. debiti verso le banche
  7. debiti verso fornitori


I valori di queste fonti di finannziamento, al 31 dicembre di ogni anno, vengono riportati nella sezione delle passività  dello Stato Patrimoniale.

Lo Stato Patrimoniale è la descrizione sintetica di tutte le attività e di tutte le passività che sono presenti in azienda in un dato momento (ad esempio, al 31 Dicembre di ogni anno) e mette in evidenza il patrimonio netto.


Lo Stato Patrimoniale e la sua struttura


Passiamo ad esaminare ed analizzare le voci dello  Stato Patrimoniale di un’azienda che produce e vende abiti:



Il Totale del valore delle attività e quindi degli investimenti di questa azienda  è pari ad € 413.166. Questo valore risulta così ripartito:

€180.760 sono  impiegati in immobilizzazioni, cioè in investimenti che impiegano molti anni prima di riconvertirsi in denaro liquido

€ 25.823  sono investiti in scorte, cioè in investimenti che impiegano alcuni mesi ( max 12 mesi)  per trasformarsi in denaro; questo perchè le materie prime, stoffa, filo, chiusure lampo,bottoni,  che oggi sono in magazzino vanno in lavorazione nei prossimi mesi  e attraverso le diverse fasi del processo produttivo si trasformano in prodotti finiti, cioè abiti,  che successivamente vengono venduti e fatturati alla clientela e si convertono in denaro liquido al  momento del  pagamento da parte del cliente.

In azienda questa attività che prevede che il valore delle scorte in pochi mesi si trasforma in denaro liquido, è più apparente che reale. Perchè è  vero che le scorte circolano, ed in poco tempo diventano prodotto finito pagato dal cliente; ma è altrettanto vero però che, man mano che  le scorte di materie prime escono dal magazzino devono essere subito rimpiazzate da altrettante scorte per evitare di bloccare la produzione. Lo stesso discorso vale per le scorte dei  prodotti in corso di lavorazione e per le scorte dei prodotti finiti.

€191.089 sono impiegati in varie forme di crediti, cioè in investimenti  che si trasformano in denaro liquido nell’arco di 12 mesi.

€15.494 si trovano in cassa o in conto correnti attivi e sono quindi già allo stato di liquidità.

L’azienda, in esame, ha attinto da diverse fonti di finanziamento per procurarsi il capitale necessario per realizzare i suoi investimenti.  Anche il totale delle passività e quindi dei finanziamenti è pari ad € 413.166; e non può che essere così , visto che l’azienda per poter investire € 413.166 deve disporre di fonti di finanziamento di uguale valore. Le fonti di finanziamento sono:

€206.583 sono costituiti dal capitale proprio (o patrimonio netto) conferito dai soci sotto forma di capitale iniziale (pari a € 71.271), da  varie riserve che si sono create negli esercizi precedenti, e dall’utile maturato nell’esercizio. Il  capitale proprio ha due aspetti positivi:

  1. su di esso l’azienda può contare in modo permanente;

  2. il suo utilizzo non da luogo al pagamento di interessi passivi.


€ 77.469 sono rappresentati da debiti a medio e lungo termine cioè : mutui e trattamento di fine rapporto il debito che l’azienda ha nei confronti dei  propri dipendenti.

Il Mutuo e il TFR sono debiti che l’azienda paga in un periodo di tempo superiore ai 12 mesi (il TFR viene liquidato ai dipendenti al termine del rapporto di lavoro).


Quindi si può dire che mutui e TFR hanno il vantaggio di essere un indebitamento a medio/lungo termine, cui si  fa fronte nel tempo. Unico neo dei debiti a lungo termine è il loro costo, cioè gli interessi passivi €129.114 sono rappresentati dai  debiti a breve termine, cioè da debiti che devono essere pagati entro 12 mesi e che quindi creano una certa tensione vista la scadenza prossima. Questi debiti sono per lo più costituiti da debiti bancari a breve termine,da debiti nei confronti di debitori e da debiti verso istituti previdenziali.

Conclusioni

Quindi, per fare lo stato patrimoniale della tua idea di business, devi prima individuare l’ammontare degli investimenti e successivamente devi valutare i finanziamenti. Dopo avere “costruito” uno stato patrimoniale “a prova di scettico”, allora puoi  andare proprio dal tuo potenziale finanziatore a presentare la tua idea, la pianificazione dei tuoi  obiettivi, delle tue azioni e dei tuoi risultati.

 

 

 


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