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Se si fa bene il marketing strategico allora si acquisiscono nuovi clienti e si vende.
acquisire nuovi clienti significa trovare contatti per poi Vendere., contatti che vogliono comprare che ti cercano già con la richiesta in bocca. clienti che hanno già fatto le loro ricerche ed hanno abbondantemente soddisfatto la necessità di informazioni relative alla loro scelta di acquisto.
Ma come si fa a vendere se quello che offro non viene acquistato?
Vendere significa dar semplicemente costruire il valore alle cose. Molte cosa hanno grande valore ma non vengono percepite con il vero valore ( scusate il gioco di parole ) ma con quello che viene trasmesso con le cose che abbiamo più facilmente a disposizione: il sentito dire, la referenza, il consiglio dell'amico.
Ma come si fa a dare valore alle cose, cosa è il valore delle cose e come i misura il valore delle cose?
Carissimi, qui sotto ho messo un pappone di cose che provengono dagli altissimi studi accademici delle facoltà di Economia a Management. Allora una complicazione infinita per dire semplicemente una cosa: il valore delle cose sta nello scambio delle cose. In poche parole si misura in base a quanto una persona è disposta a privarsi di qualcosa.

Che grande magia e che spostamento di focus direbbe un coach. Avete capito la cosa complessa? Il valore delle cose è di rettamente proporzionale a quanto una persona è disposta a dare. Bellissima equazione matematica.
Nella costruzione del famosissimo pricing strategico si cerca di capire il valore che un gruppo di persone, appartenenti ad un determinato segmento di mercato, cioè un insieme di esseri umani simili che percepiscono dal loro lavoro o altro una quantità di denaro utile a poter effettuare uno scambio proporzionale alla quantità di spese che effettuano.
Tornando all'inizio del concetto direi che per dare valore alle cose oggi si tende a inserire un'altro concetto , ossia il valore immateriale fondato su caratteristiche di proiezione mentale delle persone sulle cose.
Una delle strategie più efficaci è quella della differenziazione/specialistica. Oggi essere lo specialista di qualcosa significa essere un esperto in grado di infondere sicurezza nelle persone. Se io ho un problema specifico alla spalla vado da un ortopedico specialista delle spalle, chiaro il concetto?
Alla luce di questo semplice concetto, se vuoi creare un prodotto di successo cerca la tua nicchia di mercato con l'obiettivo di comunicare la tua specializzazione. Molto spesso le competenze specialistiche sono molto forti nella realtà dei fatti ma parlarne e comunicare questo valore è difficile e molto raro.
acquisire nuovi clienti oggi significa vendere un concetto nuovo, la fiducia, la specializzazione. Il faccio tutto io è finito, e si apre una nuova era quella dei clienti che non comprano prezzo ma acquistano fiducia e l'unico modo per vendere fiducia è quello di avere le competenze necessaria a dichiarare la propria specializzazione in una piccola nicchia, superando la sensazione di riduzione del business che di prova e considerando che la nicchia è più grande della totalità.
Articolo scritto da Emiliano Pintus

Il marketing ( fonte Wikipedia)
Termine anglosassone, spesso abbrieviato con mktg e solo erroneamente con mkt, che invece sta per mercato) è un ramo della scienza economica che si occupa dello studio descrittivo del mercato e dell'analisi dell'interazione del mercato, degli utilizzatori con l'impresa. Il termine prende origine dall'inglese market, cui viene aggiunta la desinenza del gerundio per indicare la partecipazione attiva, cioè l'azione sul mercato stesso.
marketing significa letteralmente "piazzare sul mercato" e comprende quindi tutte le azioni aziendali riferibili al mercato destinate al piazzamento di prodotti, considerando come finalità il maggiore profitto e come causalità la possibilità di avere prodotti capaci di realizzare tale operazione.

Il marketing può rivolgersi ai consumatori, e in questo caso si parla di marketing B2C , (business to consumer, "dall'impresa al consumatore"), spesso definito semplicemente marketing; oppure, può rivolgersi al mercato delle imprese, e in questo caso prende il nome di marketing industriale o marketing B2B, (business to business, "da impresa a impresa").
Sono da citare anche il marketing dei servizi (compagnie aeree, catene alberghiere...) e il marketing istituzionale (fatto cioè da istituzioni). Di significato meno economico è il marketing politico, così come quello che le aziende riservano ai propri dipendenti e che viene comunemente definito, sebbene impropriamente, marketing B2E (business to employee, "da impresa a dipendente").
Questa attività pertanto può fungere da "interfaccia" tra l'impresa e il contesto esterno (insieme al settore vendite, import/export, pubbliche relazioni e altri), osservandone il comportamento e presidiando, almeno in parte, i flussi informativi uscenti dall'impresa (voluti o non voluti), e incamerando le conoscenze provenienti dall'esterno; tra queste sono compresi i deboli segnali che consentono di comprendere, possibilmente in tempo utile, le modifiche al mercato che si realizzeranno in un prossimo futuro.
L'analisi della posizione competitiva dovrebbe essere diffusa nella direzione delle varie funzioni, ma spesso è lasciata al marketing, che utilizza modelli come le "5 forze di Porter" (teorizzate dal docente universitario statunitense Michael Porter), modelli analitici come la matrice del Boston Consulting Group o le 7S della McKinsey, le ricerche ed indagini di mercato e le segmentazioni del mercato.
Il marketing è inoltre volto alla creazione del valore per il cliente, e uno dei suoi scopi è creare un posizionamento della marca (brand) nella mente del consumatore attraverso tecniche di brand management. Le ultime tendenze sono volte allo studio del marketing esperienziale, che abbraccia la visione del consumo come esperienza, in cui il processo di acquisto si fonde con gli stimoli percettivi, sensoriali ed emozionali.
Piano di marketing, prima di agire è necessario pensare.

Il piano di marketing è la pianificazione della Strategia a livello corporate/aziendale, ed è diviso nelle seguenti fasi:
- definizione della missione, che è formata da:
- i bisogni di mercato che devono essere serviti.
- gli elementi di distintività dell'impresa
- identificazione dell' Area Strategica di Affari (dall'inglese Business Strategic Unit) nella quale si andrà a operare, cioè le varie attività dell'azienda vanno classificate nelle apposite matrici di analisi del portafoglio:
- identificazione delle strategie di sviluppo per ciascuna attività, attraverso la matrice di Ansoff.
- Sommario: è il sommario dell'intero piano di marketing;
- Obiettivi: sono i risultati desiderati che portano alle vendite e ai profitti. Devono essere dettagliati, realistici, quantificabili (definiti in termini economici di utile netto o fatturato) e posti in ordine gerarchico;
- Analisi dello scenario competitivo: analisi del mercato, della concorrenza, dei consumatori: marketing audit;
- Analisi SWOT: identificazione dei punti di forza e di debolezza dell'azienda (Strenghts and Weaknesses), valutazione delle opportunità e dei rischi del mercato (Opportunities and Threats);
- Strategie: complesso di azioni per raggiungere gli obiettivi;
- Piano di azione: specifica cosa sarà fatto, chi lo farà, quando sarà fatto, e quanto costerà. È l'elaborazione delle strategie;
- Budget: documenti finanziari preventivi, tra cui le proiezioni dei costi/ricavi previsti;
- Controllo: indica le modalità di monitoraggio dell'attività;
- Piani di emergenza (contingency plans): alternative da attuare in caso di problemi; non sempre sono presenti nel piano.
Anche nel web marketing il concetto è il medesimo.
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