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STRATEGIA AZIENDALE: Che cosa è il Business Plan

cosa è un business plan - marketing strategico per acquisire nuovi clienti

Oltre agli aiuti della vostra camera di commercio, leggi questa presentazione semplice che ti aiuta a capire cosa è un piano aziendale o progetto d'impresa. Si può usare per aziende esistenti o da creare. Buona lettura!


 


 

Un business plan o (piano di business, o progetto d'impresa) è una rappresentazione degli obiettivi e del modello di business di un'attività d'impresa. Viene utilizzato sia per la pianificazione e gestione aziendale che per la comunicazione esterna, in particolare verso potenziali finanziatori o investitori.

Le strategie di un business plan possono anche diventare rapidamente obsoleti, ma hanno un altissimo valore se fatti e se usati correttamente. In pratica, ogni BP è una sorta di vademecum dell'azienda o della business idea e deve essere verificato costantemente da ogni imprenditore, deve essere modificato perché è una previsione basata su dati statistici e questi dati sono talvolta difficili da reperire.

 

IL BP viene riconosciuto dalla maggior parte delle banche di investimento (non ci si riferisce alle banche italiane che forniscono semplicemente danaro contro garanzie di pari valore) ed è uno strumento che addirittura viene venduto contro contanti, anche perché - se redatto da persone competenti - contiene ricerche di mercato aggiornate. Per questo motivo i prezzi di un Business Plan completo sono piuttosto alti, dai 6.000 € in su.

 

 

 

Strategia Aziendale: Il Contenuto del Business Plan

 

Un business plan da presentare a una finanziaria deve contenere:

  • Descrizione sommaria del progetto d'investimento ed illustrazione del tipo di impresa che si intende creare.
  • Presentazione dell'imprenditore e del management (esperienze pregresse e ruoli nella nuova iniziativa).
  • Indicazioni sul mercato, sulle caratteristiche della concorrenza e su fattori critici (punti di forza e punti di debolezza rispetto al mercato). Obiettivi di vendita ed organizzazione commerciale.
  • Un piano di marketing, una matrice strategica di posizionamento, un'analisi su redemption della campagna pubblicitaria: anche il miglior prodotto del mondo potrebbe fallire se se ne comunica l'esistenza.
  • Descrizione della fattibilità tecnica del progetto relativamente al processo produttivo, alla necessità di investimenti in impianti, alla disponibilità di manodopera e di servizi quali trasporti, energie, telecomunicazioni, ecc…
  • Piano di fattibilità economico - finanziaria quinquennale o triennale a seconda di quanto si vuole approfondire l'analisi; indicazione del fabbisogno finanziario complessivo (per investimenti tecnici, immateriali e per capitale circolante) e delle relative coperture.
  • Informazioni sulla redditività attesa dell'investimento e sui fattori di rischio che possono influenzarla negativamente, partendo da ipotesi realistiche e prudenziali.
  • Indicazione degli investitori coinvolti e la proposta di partecipazione richiesta alla Finanziaria.
  • Sintetica valutazione dell'impatto ambientale del progetto.
  • Piano temporale di sviluppo delle attività.

Strategia Azinedale: La Struttura del

Business Plan


Un business plan si compone di almeno tre parti fondamentali: una prima parte introduttiva in cui si presenta l'idea imprenditoriale e l'imprenditore stesso con le sue principali qualità; una seconda parte tecnico/operativa in cui si deve fornire un quadro chiaro di cosa si vuole fare, come e dove si vuole farlo; una terza parte in cui verranno inserite le previsioni economico/finanziarie.

 

 

Prima parte: l'imprenditore e l'idea

La descrizione del progetto imprenditoriale consiste innanzitutto in una presentazione dell'attività che si vuole avviare e della motivazione che spinge a farlo. Sarà utile far leva su tali elementi:

  • Quali bisogni si vuole soddisfare
  • Qual è il mercato in cui si vuole operare
  • Quali sono le attitudini personali e le capacità professionali che spingono l'aspirante imprenditore ad entrare in quel determinato settore.
  • Eventuali paternità intellettuali (ad esempio brevetti)

 

 

 

Parte seconda: cosa, dove, come, quando

COSA
In questa sezione del piano d'impresa dovrà essere fornita una dettagliata descrizione di cosa si va ad offrire al mercato, cioè le caratteristiche del prodotto o del servizio che si vuole offrire e a quali clienti potenziali si rivolge.

DOVE
In questa fase inizia una vera e propria raccolta di informazioni sull'ambiente dove la nuova attività andrà ad operare. Si dovrà quindi fare particolare attenzione al macro-ambiente ed al micro-ambiente. Il macro-ambiente riguarda tutto quello che l'impresa non può controllare direttamente:

  • la pubblica amministrazione
  • il clima politico
  • il clima sociale
  • il clima economico
  • il clima culturale

Si pensi per esempio alle nuove mode, alle nuove leggi ecc. cioè elementi che indirettamente possono influenzare la vita di un'impresa.

Il micro-ambiente rappresenta in sostanza il campo di battaglia sul quale si cimenterà la nuova impresa. Esso è composto da:

COME
Si dovranno ora prendere decisioni relative all'identità dell'impresa, cioè alla quantità di merce che si vorrà produrre, alla struttura dell'impianto, al livello di redditività del capitale investito. Una volta definiti questi obbiettivi bisognerà indicare come si vorrà raggiungerli.

QUANDO
Una pianificazione temporale del BP consente di programmare quando immettere sul mercato i prodotti o i servizi (ad esempio non ha senso aprire un'attività turistica a stagione iniziata).

 

 

Parte terza: le previsioni

economico finanziarie

L'analisi del progetto dovrà essere ora completata con la valutazione degli aspetti finanziari e della fattibilità del business. Attraverso tale valutazione l'imprenditore deve: definire i capitali necessari per avviare l'impresa (piano degli investimenti), individuare le fonti di finanziamento (fonti di copertura), valutare i profitti dei primi anni di vita (conto economico previsionale), valutare la situazione patrimoniale dell'impresa nei suoi primi anni di vita (stato patrimoniale preventivo). Questa parte del business plan è la più importante per chi deve finanziare l'impresa.

La previsione dei ricavi avviene tramite ricerche di mercato convalidate, e analizza il "Risk Margin" cioè una percentuale grazie alla quale ridurre i rischi futuri. Maggiori sono le incertezze del business (innovatività, leggi che potrebbero cambiare, ecc.) più è auspicabile aumentare il margine di rischio.

 

Introduzione a cura di Emiliano Pintus, Consulente marketing  e web marketing PMI

Fonte:www.businessplanvincente.com

 

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