Innovazione dell’informazione per superare la crisi
In un recente articolo che riportava i principali concetti emersi in un convegno presso la Camera di Commercio di Treviso, è stata affermata la necessità di innovare anche in tempi di crisi, sia dal punto di vista tecnologico che organizzativo e di responsabilità sociale.
Ora, sotto l'aspetto più strettamente tecnologico e riferito essenzialmente alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT), si tenterà di illustrare i vantaggi di innovare, ma soprattutto di diffondere dette tecnologie per superare la crisi meglio e più celermente.
Innanzitutto, se continuiamo ad operare come abbiamo sempre fatto, aspettando che la crisi si risolva, dobbiamo attendere che:
È proprio quest'ultima situazione la più pericolosa, perchè potrebbe rivelare una ripresa a vantaggio di chi nel frattempo ha innovato, migliorando la propria produzione con strumenti tecnologici e non. Nell’ambito della tecnologia, poi, è nota l'importanza degli strumenti di informazione e comunicazione, non soltanto per i settori produttori di nuova tecnologia, ma anche per quelli utilizzatori.
Come in altre occasioni si è accennato, l’ICT taglia trasversalmente tutti i settori, nel senso che tutte le attività economiche e sociali abbisognano di questi strumenti per migliorare le proprie "performance". D'altro canto, il livello medio di utilizzo è ancora basso rispetto a quello di altri Paesi ed all'intensità che sarebbe auspicabile, per cui il mercato ed i consumi potenziali sono ancora vastissimi e le possibilità di innovazione rimangono smisurate. Ovviamente, non si parla soltanto di uso da parte di grandi e medie imprese, che già hanno capito l'importanza di queste tecnologie, e nemmeno di "start - up" innovative, che fondano la loro attività sul miglioramento tecnologico. Qui invece ci riferiamo alla moltitudine di piccole e microimprese tradizionali che ancora non hanno compreso l'opportunità di assecondare il proprio "business", il quale rimane nell'ambito degli usuali beni di consumo (abbigliamento, arredamento, agroalimentare, ecc.), con utilizzi maggiori e più progrediti di strumenti ICT.
Innanzitutto, a livello aziendale, l'evoluzione di queste tecnologie si va affermando nella direzione della "business intelligence" (per ulteriori approfondimenti, si consulti Amedeo De Luca, “Strategie delle PMI in tempo di crisi: competitività con la Business Intelligence” in “PMI”, n.2/2009).
Si tratta di mettere a frutto il prezioso patrimonio informativo di cui ogni azienda dispone attraverso una sua razionale sistemazione ed integrazione con altre fonti informative esterne, finalizzandolo al processo decisionale, sia manageriale che operativo, mediante metodi predittivi e di ottimizzazione. In questo modo si utilizza quell'enorme mole di dati (che rimangono perlopiù inesplorati ed intasano i sistemi informatici e di archivi di tutte le aziende, anche le più piccole) per generare informazione utile e conoscenza razionale dei problemi ai fini di una loro risoluzione.
I principali vantaggi consistono soprattutto in una maggiore efficacia delle decisioni aziendali ed in un più rapido e coerente adeguamento delle scelte e delle politiche conseguenti ai mutamenti del mercato ed alle condizioni del processo produttivo interno. Le principali applicazioni, soprattutto per le PMI, riguardano:
Per le imprese maggiori gli applicativi sono più numerosi e complessi che qui non è il caso di segnalare. Rimane il fatto che attualmente le imprese minori non fanno assolutamente uso di tali sistemi, sebbene i costi relativi si siano notevolmente ridimensionati negli ultimi tempi. Ovviamente, si scontano i fattori critici dell'introduzione in azienda di questi strumenti, fattori che sono dati principalmente da: difficoltà culturali ed organizzative, scarsa qualità dei dati raccolti e difficoltà di integrazione con i sistemi informativi già esistenti.
Invece, con un certo impegno e con atteggiamenti di rottura nei confronti dell'inevitabile resistenza al cambiamento che si genera all'interno delle piccole aziende, è possibile diffondere anche nelle imprese di minori dimensioni tali sistemi che possono permettere di uscire più celermente dall'attuale crisi e di divenire più competitivi pure nei periodi di ripresa.
Anche per le piccole imprese non disponibili all'innovazione e per le micro imprese (che effettivamente non hanno le dimensioni sufficienti per introdurre in azienda la "business intelligence") esiste comunque la possibilità di aggregarsi per utilizzare un analog sistema in rete ("network" intelligente) in grado di raccogliere ed elaborare informazioni di interesse comune e di dare un servizio mirato sulle esigenze dei partecipanti, distribuendo tra tutti il relativo costo. Tali strumenti sono particolarmente indicati per distretti e filiere produttive. Proprio per queste ultime, nell'ambito degli applicativi di "business intelligence", esistono quelli per l'ottimizzazione della "supply chain", che, oltre a coordinare e razionalizzare i flussi di avanzamento delle fasi produttive, ottimizza la gestione di tutta la catena di fornitura.
Quella trattata in questo articolo è soltanto una delle innovazioni dell'informazione per superare la crisi, particolarmente adatta ad essere diffusa in tutto il sistema produttivo. Altre innovazioni degne di nota, oltre a quelle già consolidate citate in precedenti articoli (utilizzo di strumenti informatici e telematici, comunità virtuali, "market - place", ecc.), sono: la comunicazione integrata tra vari mezzi telematici, le applicazioni per i risparmi energetici ed ambientali, software gestionali più sofisticati, data - base con maggiori potenzialità elaborative, la diminuzione dei costi delle infrastrutture informatiche, ecc...
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