Cosa Deve Saper Fare un SEO-MARKETING-MANAGER

Trovare e Acquisire Nuovi Clienti con Internet, Aumentare e Misurare le Performance aziendali ,

Fare Strategie di Marketing, Gestire Obiettivi, Motivare, Creare ValoreComunicare con Successo .

PERFORMANCE REVIEW ITALIA, 

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SEO MANAGEMENT: ecco i tools che analizzano il tuo sito in profondita  E-mail
Venerdì 30 Luglio 2010 15:57

seo management?

SI GRAZIE E ANCHE UN PO DI TOOLS !

ovvero gestione dei risultati attraverso la consapevolezza che solo le tue azioni cambiano i valori significativi degli indicatori di un sito web. Ecco una lista di attività da fare per far decollare i contatti del tuo sito.

 

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Ottimizzazione ( SEO MANAGEMENT ) per Google  E-mail
Martedì 27 Luglio 2010 15:57
photo: Ottimizzazione per Google @ seo

Ottimizzazione per Google @ seo

Quando si parla di ottimizzazione di siti internet per Google si parla di seoo management e sembra di avere sempre la soluzione a portata di mano.

Leggo qualcosa sul seo, poi chiamo un esperto di html e faccio scegliere a lui i meta tag H1 H2 H3  meta alt da inserire nel codice del sito!

Tutto qua sull'ottimizzazione per Google?

Io non direi proprio, Google è molto, moltissimo di più e conoscerlo ti cambia la vita!

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E-boock, il futuro dell'informazione o il futuro del marketing aziendale?  E-mail
Martedì 20 Luglio 2010 18:27

Un dato è certo. lL primo sorpasso degli e-book su Amazon la carta resta dietro.

Il futuro della comunicazione e ormai in mano alla tecnologia e porterà sicuramente notevoli benefici, magari economici meno, ma ecologici e informativi sicuramente. Un cambio di prospettiva che deve essere trasformato in un opportunità.

Parlando in termini di acquisizione di clienti oggi si fanno più numeri con strategie di informazione e partecipazione piuttosto che tattiche promozionali. Avete mai pensato a produrre e-book per la vostra azienda per prendere clienti?

Nelle costruzioni di acquisizione clienti con il web la cosa che funziona di più è la vendita delle informazioni, spesso offerte per avere dati di clienti alla quale interesa sicuramente l'argomento che trattate per poi essere ricontattate e stiolate con la tattica del coinvolgimento.

Adesso leggetevi questo articolo.

 

Fonte:la repubblica.it

di ALESSANDRO LONGO

È IL PRIMO esempio di sorpasso compiuto dagli e-book sui libri di carta. Amazon ha annunciato che negli ultimi tre mesi ha venduti più libri digitali (e-book) che cartacei "hardcover", in un rapporto di 143 a 100. E nell'ultimo mese il rapporto è salito ancora: per ogni 100 hardcover ci sono stati 180 e-book.

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Apple iPhone 4 : Domani a Cupertino conferenza stampa su iPhone 4  E-mail
Giovedì 15 Luglio 2010 17:22

 

Si parlerà dei problemi di ricezione del nuovo cellulare: finalmente pronta una soluzione?

 

Era molto fiero della trovata dei suoi ingegneri, Steve Jobs il mese scorso. Sul palco del Moscone Center spiegò che il bordo esterno del nuovo iPhone 4 è composto di metallo - acciaio e non alluminio – perché in realtà è un antenna, anzi due: quella per il Gps, wifi e bluetooth da una parte, quella per le reti Gsm/Umts dall'altra. Peccato che proprio questa prodezza tecnologica stia creando parecchi problemi al supertelefonino di Apple: toccando con la mano la striscia di plastica nera che separa le due parti, infatti, si creerebbe una sorta di corto circuito e la ricezione peggiorerebbe sensibilmente, fino a scomparire del tutto. Va detto che in condizioni normali è piuttosto difficile che il fenomeno si verifichi, però da una velocissima prova (e qui ringrazio A. M. che mi ha permesso di farla), il fenomeno sembra effettivamente esistere.

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MARKETING: Il relationship marketing Dalle quattro P alle quattro C  E-mail
Martedì 13 Luglio 2010 11:41

 

Il relationship marketing
Dalle quattro P alle quattro C
Il termine marketing relazionale è diventato di uso comune tra coloro che si occupano di
marketing, sia dal punto di vista professionale che da quello accademico, nell’ultimo
decennio, quando le leve del marketing tradizionale, le quattro P di prodotto, prezzo,
punto vendita (place – distribuzione) e promozione (promotion – comunicazione) si sono
rivelate non più efficaci nella definizione di una Strategia di marketing.
Il concetto di marketing relazionale si diffonde inizialmente nell’Europa del Nord, alla
fine degli anni ’70, principalmente nell’ambito delle transazione business to business,
per poi estendersi all’area dei servizi che, date le loro caratteristiche, sono, infatti,
prevalentemente intangibili e spesso inscindibili da un rapporto umano diretto, ben si
prestano a portare in primo piano la necessità di interazione diretta con il cliente.
Una delle prime definizione conosciute di marketing relazionale si riferisce proprio al
mondo dei servizi:
«il marketing relazionale ha il compito di attrarre, mantenere e - nelle società di
servizio - migliorare la relazione con i clienti. Offrire servizi e vendere ai clienti esistenti
è, in un’ottica di marketing di successo nel lungo periodo, altrettanto importante che
acquisire clienti nuovi (…). Il pensiero comune ritiene che conquistare nuovi clienti altro
non sia che il primo passo nel processo di marketing; in realtà cementare la relazione,
trasformare acquirenti indifferenti in clienti leali, offrire agli acquirenti gli stessi servizi
dei clienti fa tutto parte delle strategie di marketing».
Lo stesso autore, in un testo interamente dedicato al marketing dei servizi, sostiene
che “Il marketing delle relazioni cliente-società si occupa di creare, sviluppare e
mantenere le relazioni con la clientela. Il suo compito principale consiste nella creazione
di «clienti affezionati», clienti che sono soddisfatti di aver scelto una società, che
pensano di ricevere valore e si sentono a loro volta apprezzati, che probabilmente
compreranno altri servizi dalla società e che altrettanto probabilmente non passeranno
mai alla concorrenza”.
Nell’ambito di questa nuova visione è la stessa concezione di marketing a cambiare; esso
viene ora definito, infatti, come “l’insieme delle attività di un’impresa volte a costruire,
mantenere e sviluppare relazioni con la clientela” e ancora, secondo Grönroos, “[il
marketing] deve stabilire, mantenere ed esaltare la relazione con il cliente (di solito,
ma non necessariamente, nel lungo periodo) e con gli altri partner dell’ impresa,
ottenendo al tempo stesso un profitto in modo che siano raggiunti gli obiettivi di tutte le
parti in gioco. Tutto questo è possibile attraverso uno scambio reciproco e il
mantenimento delle promesse fatte”.
Le nuove tecniche relazionali hanno portato anche ad una rivisitazione del marketing
mix tradizionale, trasformato in un marketing mix dalla parte del cliente; dalle quattro P
si è passati alle quattro C:
· customer value,
· costo per il cliente,
· convenienza
· comunicazione.
La ricerca del valore per il consumatore si sostituisce alla pura vendita del prodotto da
parte dell’impresa.
Quello che distingue il marketing relazionale da quello tradizionale è che, mentre
l’obiettivo ultimo di questo era l’ incremento delle vendite, stimolando il cliente
all’acquisto, il marketing relazionale cerca di creare un legame permanente con il cliente
che lo coinvolga e generi fedeltà nei confronti dell’impresa:
l’incremento delle vendite rimane sicuramente uno degli obiettivi, ma viene spostato nel
lungo periodo.
Si passa quindi da una visione orientata alla singola transazione - l’atto di vendita –
ad un’ottica centrata sulla costruzione di relazioni durature.
Da quanto detto si evince che lo scopo primario del marketing “diventa quello di costruire
il sistema di relazioni necessario a garantire il flusso di contatti e di informazioni tra
azienda e cliente e, in particolare, di assicurare l’interazione fra la domanda e l’offerta” e
che “la sfida con cui si devono confrontare gli specialisti del marketing delle relazioni
consiste nel saper creare clienti fedeli in grado di comprendere di essere legati a una
società che a sua volta comprende il valore del legame”.
La via per ottenere questi risultati è quella di offrire vantaggi importanti per il cliente che
siano distintivi dell’impresa e che non possano essere imitati dalla concorrenza.
Fra gli obiettivi che il marketing relazionale si pone è possibile individuare, oltre
all’auspicabile convergenza fra i prodotti e i servizi offerti dall’impresa e le esigenze dei
consumatori, anche il conferimento di valore a prodotti e servizi tramite la relazione tra
impresa e ambiente e questo è possibile in primo luogo se esiste un rapporto di fiducia
tra impresa e clienti.
Due variabili sembrano influenzare particolarmente la relazione cliente impresa:
· il valore (commitment)
· e la fiducia (trust).
In particolare, il valore si riferisce al desiderio di entrambe le parti in gioco – impresa e
cliente – di mantenere la relazione, e rappresenta “il beneficio totale che i clienti ricevono
in cambio del «costo» complessivo cui vanno incontro”.
Questa variabile pare particolarmente importante nell’ambito della produzione dei
servizi nei quali il ruolo del consumatore è più rilevante.
A questo concetto si collega direttamente la soddisfazione, sia del cliente che del
dipendente, che nel tempo contribuisce ad incrementare la quota di clienti.
Altrettanto importante è la seconda variabile: la fiducia che si stabilisce quando una
delle parti si fida dell’affidabilità e dell’integrità della controparte.
Ancora una volta quindi il consumatore non è più considerato, secondo la terminologia del
marketing tradizionale, come un target, un obiettivo da raggiungere e da centrare grazie
all’utilizzo delle diverse tecniche di comunicazione, ma assume invece un ruolo
partecipativo.
Il termine marketing relazionale o relationship marketing è diventato di uso comune tra coloro che si occupano di marketing, sia dal punto di vista professionale che da quello accademico, nell’ultimo decennio, quando le leve del marketing tradizionale, le quattro P di prodotto, prezzo, punto vendita (place – distribuzione) e promozione (promotion – comunicazione) si sono rivelate non più efficaci nella definizione di una Strategia di marketing.
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MARKETING: Dal consumatore razionale al marketing one-to-one o consumatore relazione  E-mail
Martedì 13 Luglio 2010 11:21

Dai consumi razionali al marketing one-to-one
Dal Push alla relazione
Il cliente ha sempre ragione.
Questa scritta appariva spesso incisa su targhette in finto legno appese ai muri di
negozi di periferia.
Ma era anche uno slogan utilizzato durante le convention rivolte ai venditori e doveva
rappresentare la traduzione dell’assunto “the consumer is king”.
Ma è proprio vero che il cliente ha sempre ragione o si tratta semplicemente di una
frase priva di autentico significato e utilizzata per creare una cortina fumosa davanti
agli occhi del consumatore che ha subito e che tuttora subisce gli assalti della
produzione e, in tempi più recenti, della distribuzione?
I primi ad affermare che il consumatore era sovrano sono stati gli economisti
neoclassici che ipotizzavano l’esistenza di un essere assolutamente razionale nel suo
comportamento, le cui scelte d’acquisto erano quindi soggette solamente ai vincoli
imposti dal reddito e all’effettiva presenza di bisogni da soddisfare. Marshall, infatti,
sostiene che “i bisogni e i desideri umani sono infiniti come numero e svariatissimi come
specie, ma sono generalmente limitati, e suscettibili di essere soddisfatti. Egli
[l’uomo civilizzato] non desidera semplicemente quantità maggiori delle cose che è
abituato a consumare, ma qualità migliori; desidera cose più scelte, e cose che
soddisfino i nuovi bisogni che si sviluppano in lui”.
Il consumatore quindi non può essere considerato come un soggetto passivo facilmente
manipolabile e vittima di attività persuasorie; egli acquista beni e utilizza servizi solo
se questi sono importanti per soddisfare i suoi bisogni e se servono a mantenere lo stile
di vita acquisito o desiderato.
Il consumatore è sovrano perché ha un controllo completo del proprio comportamento
d’acquisto che diventa via via più razionale quanto più aumentano la varietà dei
prodotti disponibili e le informazioni a cui ha accesso.
In quest’ottica, è il consumatore che, con le sue azioni, è in grado di far muovere il
mercato nell’una o nell’altra direzione, influenzando quindi direttamente la produzione.
Come Marshall afferma “Quando un commerciante o un industriale acquista una cosa
qualunque da impiegare nella produzione o da rivendere, la sua domanda si basa sulla
previsione dei profitti che egli potrà ricavarne. Questi profitti dipendono in ogni tempo
dai rischi di speculazione e da altre cause che dovremo esaminare più avanti. Ma a
lungo andare, il prezzo che un commerciante o un industriale può permettersi di pagare
per una cosa, dipende dai prezzi che i consumatori pagheranno per essa, o per le cose
fabbricate grazie ad essa. È quindi la domanda dei consumatori che regola in definitiva
qualsiasi domanda”.
Questa visione utopistica che attribuiva al consumatore un grande potere è stata
sempre smentita dalle dinamiche del mercato che hanno dimostrato, al contrario, che
il consumatore si è trovato spesso nell’impossibilità di scegliere perché, o manca di
vere alternative, o è carente delle informazioni necessarie per operare una scelta
ragionata.
Con l’avvento della produzione in serie, conseguente al fenomeno dell’industrializzazione,
le imprese immettono sul mercato quantità crescenti di beni che, inizialmente, soddisfano
la domanda potenziale, comunque molto elevata.
È questo il periodo, il secondo e il terzo decennio del ‘900, che è caratterizzato
dall’orientamento alla produzione: in cui, cioè, le imprese sono impegnate
prevalentemente a soddisfare una domanda di beni sostanzialmente indifferenziata.
I lustri successivi mostrano un diverso andamento del mercato:
la produzione di massa ha parzialmente saturato la domanda, che non è al tempo
stesso in grado di soddisfare appieno le esigenze dei consumatori: questa situazione
fa sì che l’interesse delle imprese si concentri sulle vendite.
Le imprese, infatti, confidano nella capacità dell’organizzazione di vendita e nelle attività
promozionali per “spingere” prodotti che, altrimenti, si sarebbero venduti con difficoltà.
Questa fase, il cosiddetto periodo di orientamento alle vendite, dura fino agli inizi degli
anni ’50, quando subentra quello che verrà definito l’orientamento al mercato: le imprese
comprendono che non è più sufficiente spingere i prodotti mediante le attività
promozionali e la pubblicità, in quanto, se essi non soddisfano pienamente le
esigenze dei consumatori non conquisteranno il mercato (questo, tuttavia, non implica
una rinuncia alle attività di comunicazione che continuano a supportare la vita del
prodotto dal momento del lancio fino alla sua, eventuale, fase di obsolescenza).
Il nuovo orientamento coincide con la diffusione presso molte aziende, in particolare
statunitensi, delle tecniche di marketing. Se è vero che il marketing si afferma
definitivamente alla metà del ’900, bisogna precisare che alcuni autori fanno risalire già
agli anni ‘20 i primi studi relativi a questa disciplina.
Il marketing si sviluppa prevalentemente in ambito aziendale quando dall’ottica del
produttore si passa a quella del consumatore. Il merito principale di questa disciplina
è, infatti, quello di aver concentrato l’attenzione delle imprese produttrici sul
consumatore, ed, in particolare, sui suoi bisogni;bisogni che hanno subito un’evoluzione
tale da diventare quasi dei desideri, dei sogni.
La volontà di comprendere a fondo i bisogni dei consumatori ha portato con sé la
necessità di dividere gli individui in gruppi omogenei al loro interno, i segmenti di
mercato, a cui le imprese possono proporre i loro prodotti.
Con il progresso i prodotti aumentano, diventano più affidabili e vengono immessi sul
mercato con grande rapidità: questo comporta la necessità, da parte delle imprese, di
compiere una segmentazione sempre più raffinata.
Per questo, se agli albori della sua applicazione si poteva parlare di marketing di
massa e negli anni ‘80 si parlava di marketing segmentato, nei primi anni ’90 le
imprese iniziano a rivolgersi ad un numero ristretto di consumatori, una nicchia che
rimpicciolisce sempre sino a quando, nel 2000, la parola d’ordine sembra essere il
marketing one-to-one.

Photographer: Francesco Marino

Il cliente, consumatore, ha sempre ragione!

Questa scritta appariva spesso incisa su targhette in finto legno appese ai muri di negozi di periferia.

Ma era anche uno slogan utilizzato durante le convention rivolte ai venditori e doveva rappresentare la traduzione dell’assunto “the consumer is king”.

Ma è proprio vero che il cliente ha sempre ragione o si tratta semplicemente di una frase priva di autentico significato e utilizzata per creare una cortina fumosa davanti

agli occhi del consumatore che ha subito e che tuttora subisce gli assalti della produzione e, in tempi più recenti, della distribuzione?

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Balanced Scorecard: Dalla teoria alla pratica, la mappa e la logica di base  E-mail
Sabato 10 Luglio 2010 16:39
Mappa strategica e balanced scorecard dalla teoria alla pratica

 

Mappa strategica e balanced scorecard

 

 

Nella logica delle performance nella balanced scorecard, oltre alla sua definizione, è necessario conoscere il modello da applicare nella gestione direzionale è inverso a quello che normalmente si fa nella gestione aziendale classica.

 

Solitamente si fanno delle cose e poi si misura attraverso i risultati, spesso il bilancio di fine esercizio o i bilancini parziali di trimestre,  quello che si è fatto. Questo modello è rischioso, non contempla un momento di controllo intermedio ma va vanti fino alla fine.

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Ottimizzazione (motori di ricerca) SEO  E-mail
Venerdì 09 Luglio 2010 16:21

 

fonte:wikipedia

Con il termine ottimizzazione (Search Engine Optimization in inglese) si intendono tutte quelle attività finalizzate ad aumentare il volume di traffico che un sito web riceve dai motori di ricerca. Tali attività comprendono l'ottimizzazione sia del codice sorgente della pagina, sia dei contenuti.
L'ottimizzazione è parte di un'attività più complessa, quale il marketing dei motori di ricerca (Search Engine marketing, SEM).

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Marketing e valorizzazione aziendale di prodotti e servizi  E-mail
Giovedì 08 Luglio 2010 12:17

 

Cosa è che sta cambiando nel mercato?

 

La prima risposta che ci viene in mente è la situazione economica e finanziaria che ha messo in ginocchio moltissime aziende. Io dico ok, acccetto la situazione, l'accolgo ma non mi accontento!

Vorrei fare un analisi razionale della situazione tipica di una media azienda che affronta il nostro tempo.

La prima cosa che ho visto fare è il taglio  dei costi superflui, sopratutto per quanto riguarda personale. Il mio consiglio è di fare un'analisi preventiva dei processi per capire quali sono le competenze che devono restare attive in azienda ed affrontare il ridimensionamento per gradi.

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La Strategia Di Marketing Per Vendere Online  E-mail
Lunedì 05 Luglio 2010 23:20

Il Punto Di Vista Di Andrea Vascellari

Fonte:masternewmedia.it

Solo poche settimane fa ho incontrato per la seconda volta Andrea Vascellari, un giovane imprenditore digitale europeo che aiuta le aziende a trovare la propria Strategia di marketing online ideale. Andrea, che è nato in Italia ma vive in Finlandia ed ha clienti in tutto il mondo, dall'America Latina all'Arabia Saudita, è un personaggio energico, solare ed ottimista che ha capito molto bene quali sono le strategie chiave che saranno adottate nel di marketing di successo dei prossimi anni.

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I commercialisti alle Pmi per l'utilizzo dei fondi euro  E-mail
Sabato 26 Giugno 2010 18:00

 

Fonte:sole24ore

Photographer: renjith krishnan

 

Supporto alle piccole e medie imprese per l'utilizzo dei fondi europei. E un ruolo attivo nella prevenzione delle frodi. Sono queste le linee d'azione anunciate oggi dal Consiglio nazionale dei commercialisti durante il seminario a Roma sulla corretta gestione delle risorse Ue. Un evento che rientra nelle iniziative previste dal protocollo siglato lo scorso novembre tra i professionisti e il dipartimento per il Coordinamento politiche comunitarie della presidenza del Consiglio: un'intesa che prevede proprio la promozione del ruolo dei professionsiti in tutte le fasi di gestione dei finanziamenti comunitari.

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Bankitalia frena sull'applicazione di Basilea  E-mail
Sabato 26 Giugno 2010 17:46

 

Fonte: sole24ore

Photographer: jscreationzs


Basilea 3, con le nuove regole sui requisiti patrimoniali delle banche, è necessaria, ma dovrà essere applicata gradualmente, in modo da non frenare la ripresa.
È il messaggio che arriva dalla Banca d'Italia e che interpreta i timori espressi dal mondo imprenditoriale, preoccupato di un nuovo credit crunch. A parlare di «gradualità» è stato Stefano Mieli, direttore centrale dell'Area Vigilanza bancaria e Finanziaria di Palazzo Koch, ipotizzando un periodo di transizione nell'applicazione delle regole di Basilea 3.

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iPhone 4G: Apple inizia la vendita nei negozi di Usa, Giappone, Gran Bretagna, Francia e Germania  E-mail
Giovedì 24 Giugno 2010 22:50

 

Oggi, in occasione del primo giorno di vendita di iPhone 4, i negozi sono stati colti dall’assalto di migliaia di fans del nuovo dispositivo di Apple. Al momento e’ disponibile per l’acquisto solo la versione nera in quanto pare la bianca abbia mostrato qualche difficolta’ di produzione: sara’ sul mercato a partire dalla...

 
Consigli per trovare nuovi clienti: la formula magica è clienti, dipendenti e lavoro  E-mail
Giovedì 24 Giugno 2010 22:18
acquisire i clienti potenziali e incrementare le vendite?

Guida per imprenditori e manager.



Quale è la cosa più importante in azienda? Quali sono i miei consigli per intraprendere una rinascita imprenditoriale in questo momento del mercato?

La mia ricetta è la seguente:

 

  1. innovazione consiglio di usare il modello Blu Ocean Strategy
  2. virtualizzazione dei costi
  3. semplificazione dei processi di creazione del valore
  4. creare valore per il mercato obiettivo
  5. conoscenza approfondita dei bisogni del mercato obiettivo
  6. prima il marketing e le vendite poi il lavoro
  7. risorse motivate
  8. nuove tecnologie e newmedia
  9. offerte di nicchia e a piu nicchie

 

Per garantire redditività e crescita alla tua azienda è necessario concentrarsi sullo sviluppo commerciale. Pur disponendo della giusta combinazione di lavoro, clienti e dipendenti, è necessario cercare sempre nuove strade commerciali.

Occorre quindi progettare un processo snello e conveniente in grado di assicurare la massima attenzione ai clienti già acquisiti anche durante la gestione di nuove opportunità commerciali.

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Nutella a rischio? Facebook insorge  E-mail
Venerdì 18 Giugno 2010 15:48
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Sul social network crociata contro Ue


Che dire di questi fenomeni? Sono le persone che vogliono farsi vedere a tutti i costi, oppure sono strategie di marketing che uomini di Strategia commerciale riescono a realizzare con i nuovi media. Io credo molto nel web come strumento di informazione, divertimento, formazione, condivisione amicizia....... ditemi cosa c'è nel panorama della comunicazione che è simile alla potenzialità di un monitor e una tastiera ben usati?

Saluti

 

Da Facebook si leva un coro di no all'ipotesi che la Nutella possa essere in qualche modo danneggiata da un'etichettatura più precisa, richiesta dall'Unione europea, e di conseguenza anche più "negativa" nei confronti di un prodotto apprezzatissimo da tutte le fasce di età. Sul social network i fan della Nutella si sono scatenati formando gruppi di tutela della crema di cioccolato e dando il via a una vera e propria crociata per la sua protezione.

Fonte: tgcom

 

Insomma, dalla community si leva il grido "Non toccate la Nutella". I navigatori sono scandalizzati, alcuni addirittura preoccupati: il barattolo della Nutella conta oltre un milione di fan solo in Italia. Centinaia i commenti piovuti sul network: c'è addirittura chi propone un sit-in di protesta a Bruxelles.

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Mondiali di calcio 2010 su Apple iPad, Gratis!  E-mail
Martedì 15 Giugno 2010 22:37
There are no translations available.

 

ipad-mondiali

 

Fonte:guidaiphone.it

Anche quest’anno la RAI detiene i diritti televisivi riguardanti i Mondiali di calcio 2010, e come molti si auguravano, sul proprio sito è stata ha allestito una pagina web attraverso la quale potranno essere viste in diretta streaming le partite in svolgimento in Sud Africa.

I fortunati possessori di dispositivi Apple iPad potranno accedere all’indirizzo http://mondiali.rai.it/ipad e guardare le partite di calcio, gratuitamente, ovunque si trovino. La tecnologia utilizzata è http live streaming in formato QuickTime e la qualità dipende dal segnale della propria linea.


Finalmente anche l’Italia sembra mettersi a passo con i tempi offrendo un servizio richiesto a gran voce! Saranno sicuramente molte le persone che rimarranno soddisfatte da questo nuovo servizio, vero? Forza Italia allora in ogni luogo.

 

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